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Un pastore tedesco è diventato papa e un bassotto è il nostro presidente del consiglio. Io sto da cani, non è che divento qualcuno anch’io?
Sono tornato dalle ferie in Puglia, in un altro ufficio. Abbiamo la sede nuova, di fronte a radio deejay, ma ancora non ho incontrato nessun vip, anche perché se li incontro non li riconosco, a parte Linus, Savino e quello scaldabagno fascista di Platinette. Per quanto sia abbastanza carina la nuova sede, il pensiero è fisso laggiù, a mille chilometri a sud, su quella spiaggia dove sabato pomeriggio, 6 ore dopo che ero arrivato, ho fatto una delle più belle dormite degli ultimi tempi. Col mio costume amaranto, rigorosamente slip (lo so che è i gggiovani lo considerano antico, ma la comodità non si scambia con la moda), steso al sole come un pollo alla cantonese, di fianco a Sara e nelle orecchie il ritmo delle onde, mi sono abbandonato tra le braccia del sole. Com’ero beato… anche perché ancora ignaro del grandioso progetto di Tremonti di vendere le spiagge del meridione, del suo slancio generoso per venire incontro agli annosi problemi di noi poveri e inermi terroni. Come mi piacerebbe che venisse a fare un comizio sull’argomento in qualche piazza gremita di, non so, Brindisi o Aci Trezza, verrebbe accolto proprio come si merita, a palate nei denti. A proposito di pale, mia madre mi ha imboccato con la pala chili e chili di cibo di ogni genere e natura, focacce, pane, orecchiette, ricotta ancora tiepida, carciofi al forno, carciofi fritti, carciofi sott’olio (mi piacciono molto i carciofi), fave e cicoria, insomma è stata una tre giorni culinaria notevole. Domenica in campagna per cercare di digerire, con Sara e con due miei cugini, abbiamo fatto due passi per le campagne intorno. Non ho digerito, anche perché altro che due passi, bisogna farsi la maratona di New York per digerire quella quantità disumana di cibo, ma in compenso è stata una passeggiata riconciliatrice con la natura. A un certo punto, lo giuro, mi sembrava di essere in Scozia, paesaggio scosceso, campi di grano, boschetti e trulli a tre punte. Ah non ci sono i trulli in Scozia? E vabbè, allora sembrava di essere in Puglia. Margherite gialle ovunque, papaveri, dopo 4 mesi di Milano queste cose ti mettono in difficoltà, pensi di aver mangiato troppo e di avere le allucinazioni, ti scordi che esistono.
Ora, eccomi di nuovo davanti a un computer, lontano 11 ore dal sorriso senza denti di mia nonna che gioca a carte con le tre figlie, ma ancora più vicino alla mia terra, colpevole solo di essere rimasta economicamente indietro rispetto alla ricca Lombardia. Ma non c’è problema, adesso Tremonti si vende le nostre spiagge e a me toccherà dormire su un lettino di tela a strisce bianche e rosse.
Ce l’ho già negli occhi. L’immagine di Ostuni dal treno vuol dire che sono arrivato e che se mi concentro riesco a sentire il profumo dell’Adriatico. Domani mattina sarò a casa, dopo 4 mesi di assenza. Ci rimarrò solo 3 giorni purtroppo, ma mi serviranno a ricaricare le pile. Cercherò di respirare più aria possibile, abbracciare i miei più che posso, di far parlare mia nonna e di farmi raccontare come si viveva prima. Andrò sugli scogli e ascolterò i discorsi del mare, in campagna il silenzio degli ulivi. Lo so che sfioro il patetico della new age quando parlo di casa mia, ma la Puglia è lì da molto prima che gli stronzi come Enya e compagni ci dicessero com’è bella la natura.
Per domenica i miei hanno organizzato una giornata in campagna di mia zia (e quando dico campagna intendo proprio una cosa rustica, non una villetta con l’asfalto davanti), con forno a legna e focaccia e pane fatti da mia madre e mia zia, una di quelle giornate che quando ero ragazzino, tipo fino ai 25 anni, mi facevano cagare e non vedevo l’ora che finissero così potevo uscire con i miei amici a fare gli scemi in giro. Ok, sto invecchiando, lo so, ma vi dirò che sono anche contento di come sto invecchiando e che se tornassi indietro parlerei molto di più con mia nonna.
Un nuovo papa contrario alla fecondazione assistita, ai matrimoni gay, alle coppie di fatto. Un nuovo governo contrario al buon senso e alla democrazia. Un nuovo ufficio dove mi trasferisco, sempre con la stessa agenzia. Praticamente, un cazzo di nuovo. So che vorrei cambiare, ma non so esattamente cosa. Allora, parto dai punti fermi: Sara, la mia fidanzata… ehmmm, poi, vediamo, cioè, dunque, poi c’è anche… cazzo! Non ho punti fermi. Pensavo m’interessasse la pubblicità e invece mi fa sempre più schifo. Pensavo di volere vivere in una città grande, come Milano, e invece sogno di andare in un posto piccolo. Pensavo che Botero fosse morto almeno 30 anni fa e invece è vivissimo. La mia vita è piena di punti ubriachi, altro che fermi. Stamattina mi sono sorpreso a fare un vecchio giochino che fanno tutti ma che nessuno racconta mai agli altri per paura di passare per scemo. Ho detto “se trovo il cancello (dell’ufficio n.d.r.) aperto cambierò lavoro presto e sarò felice, altrimenti mi dovrò tenere questo e essere insoddisfatto per sempre”. Quando ho trovato il cancello aperto, pensa che scemo, c’ho creduto davvero che da lì a poco le cose sarebbero cambiate… poi sono arrivato alla sedia, ho acceso il computer e quel cancello si è richiuso dentro di me, lasciando intrappolati pensieri, sogni, illusioni…
Ma avere un punto fermo è sempre meglio che non averne, allora se adesso quando esco la scuola di fronte all’ufficio c’è ancora, oggi mi diranno che Sara sta bene.
Le prodezze di Eboman almeno una volta nella vita andrebbero viste e ascoltate. Eboman è un dj olandese, alto alto e secco secco, che mixa pezzi di videoclip e di film. Risultato: immagini meravigliose e una musica dalla battuta spezzata ballabilissima. Vaghi ricordi di Aphex Twin. Il week end è cominciato così, con un genio, la fidanzata e qualche amico. Si è concluso con una cena squisita a casa di un altro amico e Mon oncle di Jacque Tati, un’altra cosa da vedere almeno una volta nella vita. Io sono alla seconda e penso che non sarà l’ultima. In mezzo il concerto dei Prefuse, un bel giro al fuori salone e un altro al salone satellite. Erano anni che non mi capitava un fine settimana così pieno. Ogni tanto Milano si ricorda di essere una città europea.
- Piacere, sig. Rossi.
- Di che ti occupi?
- Sono un copywriter.
- Ah, io faccio il fotografo.
Punto primo: chi cazzo te l’ha chiesto cosa fai? Punto secondo: perché la gente “milanese” che frequento, poco per fortuna, è così interessata a ciò che faccio ma ancora di più a dirmi ciò che fa “lei”?
Cioè, io quando abitavo in puglia e conoscevo una persona nuova nessuna di queste mi ha mai detto piacere antonio, faccio il panettiere, è un po’ come dire, non so, piacere gino, c’ho il cazzo lungo 18 centimetri. Sono notizie che non interessano (oddio, magari la seconda a qualcuno potrebbe interessare). È che vivo in una città dove le persone, quelle che conosco io almeno, ci tengono all’affermazione, a dire ok, io sono quasi famoso sai?, pensa che sono uscito su un giornale una volta. Io faccio questo io faccio quell’altro. Mi sembra di conoscere o poter conoscere un mare di gente qui ma di non andare mai in profondità in questo mare, di nuotare sempre sulla superficie, di non fare mai una bella immersione per scoprire cosa c’è sotto. Mai nessuno che mi chieda che libri leggi? Hai mai sentito la dolce tristezza dell’alba sulla costa romagnola? Abbracciare un albero di ulivo rilassa anche te? Sono stufo di conoscere gente col bicchiere del suo cocktail preferito tra le mani, tipo coperta di linus, che ha bisogno di sapere se ha più successo di te nella vita, di sapere se è felice. Avrei voglia di mollare tutto e fare il panettiere, ma poi non lo faccio e con un mojto tra le mani mi chiedo: ma io, sono felice?
Niente, l'Inter non vince neanche ogni morte di papa.
Sono felice per la vittoria dell’Unione, sono ancora più felice per la sconfitta di un uomo che pur di far vincere i propri interessi non ci ha pensato due volte a gettare fango su milioni di italiani intelligenti, di sinistra e anche no, inventando bugie anacronistiche su comunisti mangia-bambini, terrore e miseria. La miseria semmai appartiene al suo spirito e alle sue parole che più di tutto lo hanno condannato a una sconfitta più grande del suo ego. Tutto preso dal suo gigantesco IO non è riuscito a immaginare nemmeno lontanamente questi risultati, che gli devono essere arrivati come la più nefasta delle notizie. Ma la sorpresa più grande, come dicono quasi tutti i quotidiani stamane, è arrivata dalla Puglia, la mia regione. Ha vinto Vendola contro ogni più rosea aspettativa (del popolo del centrosinistra evidentemente), un candidato comunista e finocchio, tanto per mantenersi ai livelli di dialogo del centrodestra pugliese. Anche se non ho votato laggiù, essendo ahimè da tre anni residente in Lombardia, questa è anche la mia di vittoria, un evento che mi farà andare in giro a testa ancora più alta di prima e dire “sì, sono pugliese, vengo da quella regione che vi può insegnare tanto sulla democrazia e la tolleranza”. Grazie Niki per averci creduto fino alla fine e grazie di cuore ai miei conterranei per aver dimostrato che si può vivere nella “bass’Italia” e guardare dall’alto.
Diciamoci la verità, questo blog annaspa, è un’azienda che tenta di riprendersi da una sicura bancarotta. Ma finchè non fallisce, scrivacchio. Avrei voluto postare da Londra, ma non c’ho avuto voglia e poi Londra stanca. La verità è che sono pigro e mi stanco subito delle cose. Sono pigro dunque anche mentalmente oltre che fisicamente. Ma torniamo a Londra, e sì magari potessi tornarci, intendevo dire sull’argomento, naturalmente. Quattro giorni passati come se fossero stati gli ultimi della mia vita, in un’affannosa rincorsa ad eventi, musei, quartieri, mercati, palazzi, treni, già treni. Come l’ultimo che abbiamo perso il giorno che è cambiata l’ora, convinti che fossero le 21.20 e invece erano le 22.20. Perché in realtà stavamo a Grays, un piccolo paese a Est di Londra, a una mezz’ora di treno. Girare per Londra è una delle cose che mi piace più fare, forse perché ci sono stato solo due volte e ancora non mi sono stancato, ma per adesso l’adoro.
È come un quadro di Dalì o una tavola di Pazienza, talmente piena che ci trovi sempre delle cose che ti erano sfuggite prima. Per esempio. L’altra volta mi erano sfuggiti i bagel, panini a ciambella dove dentro ci metti quello che ti pare, meravigliosi. Non ero andato a ballare e invece questa volta sono andato al fabric, mitico club in un’ex fabbrica con ottima musica. Non ero andato a Kensington, il quartiere straricco, che paradossalmente sembra un normalissimo quartiere di un paesino del sud, con case basse e senza traffico, ma a Londra la tranquillità ovviamente diventa lusso. Ma la cosa incredibile che non avevo mai visto, e questa non solo a Londra ma in nessun altro posto, ho visto una ragazzina di 18 anni (almeno credo, in faccia non l’ho vista) praticare una fellatio al suo ragazzo, in treno!