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*Certe volte continui a ripeterti che metterai tutto in ordine appena avrai tempo e invece il mobile in soggiorno continua a riempirsi di chiavi, riviste che nessuno sfoglierà mai, spiccioli da uno o due cents, ritagli di giornali che quando li ritagli ti sembrano importantissimi e che invece non riguarderai mai più, la bomboniera di tua cugina che nonsodovemetteremabuttarlaèunpeccato, il biglietto del concerto che non potrai mai dimenticare, il regalino che l’amico ti ha portato dall’Africa e via elencando, decine di cose di poco conto, altre improtanti. E rimandi e rimandi e più rimandi e più è difficile mettere a posto, sembra tutto così incasinato che è più facile lasciare tutto com’è, tanto che cazzo me ne frega. E continui a fare la tua vita e il mobile la sua, lo guardi, lui ti guarda, vivete insieme, ma ognuno per conto suo. Io e la mia vita siamo messi più o meno così, ci guardiamo. E ognuno fa i cazzi suoi, lei continua a incasinarsi o forse la incasino io. Intanto ho cambiato lavoro, senza guadagnarci poi tanto, ma alla fine me l’aspettavo, sono andato in Puglia e l’acqua era fredda ma pulita come la levissima, un enorme, fredda distesa di levissima. E il sole era caldo e non pensavo a un cazzo e leggevo un libro che avrei voluto leggere tre anni fa e che adesso leggerò almeno una volta l’anno, perché opera struggente di un formidabile genio è veramente un’opera struggente di un formidabile genio e magari essere dave eggers. E invece no, perché lui ha perso entrambi i genitori e per scrivere un libro geniale e diventare uno scrittore di successo mi sembra un prezzo eccessivo che è meglio non pagare. E allora me ne sto io e la mia vita che intanto si riempie di monetine da un centesimo, ci guardiamo senza dirci nulla. E forse la vita è questo, che è una frase del cazzo se ci pensi, perché la vita è quello che è, è un miliardo di cose e non è niente. E allora la guardo, ma che cazzo c’avrai da guardare?
